ON
THE ROAD
Dalla valigia allo zaino

“Il viaggio non finisce mai. Bisogna vedere quel che non
si è visto, vedere di nuovo quel che si è già
visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate,
vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il
sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il
frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che
non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per
ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna
ricominciare il viaggio.” (J. Saramago)
“Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate
sul marciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da
percorrere ma non importa, la strada è vita...”
(J. Kerouac)

CONDUTTRICE:
Isabella
Bolech, Arteterapeuta, Psicologa.
Ha vasta esperienza di conduzione di gruppi e di interventi
individuali nell’area dell’handicap fisico e mentale
e della malattia psichiatrica, nonché di gruppi espressivi
per ragazzi e adulti Conduce gruppi di formazione e di aggiornamento
per educatori. Esercita privatamente nel suo studio di Pavia.
Presso Lyceum conduce un gruppo di terapia e svolge colloqui
individuali e da settembre 2007 è inserita nel terzo
anno della scuola di formazione con un intervento terapeutico,
che fa parte del programma.
PROGRAMMA
Un
viaggio. A volte di piacere, a volte di lavoro, per evadere
dalla routine, per fare una bella vacanza, oppure per raggiungere
una meta a lungo pensata e desiderata.
Il viaggio come metafora della nostra esistenza. Ci preoccupiamo
della destinazione, dell’orario di arrivo, fantastichiamo
sul luogo, sulle persone che incontreremo, sulle esperienze
nuove che faremo…
Ma bisogna prepararsi alla partenza: forse vale la pena di soffermarci
su ciò che portiamo con noi, sulla valigia, sulle cose
che riteniamo indispensabile avere nel momento in cui ci allontaniamo
dalla nostra casa. Talvolta però mettiamo cose inutili.
E se il viaggio fosse un’avventura e noi potessimo portare
con noi solo un piccolo zaino?
Un
workshop di due giornate per riflettere insieme su questo tema,
utilizzando lo strumento dell’arteterapia, e quindi le
immagini, i colori, l’esperienza visiva e sensoriale.
Si consiglia di portare una macchina fotografica e di prevedere
un abbigliamento comodo.